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giovedì 9 settembre 2010

Amare oltre il buonsenso

Il vangelo di oggi torna su uno dei temi con i quali trovo più difficile confrontarmi, nel senso che ogni volta esco distrutto dal confronto del mio modo di amare con quello assoluto di Gesù, oltre ogni buon senso.
Ecco dinuovo il quinto comandamento, se non ami uccidi, se non ami contro ogni buonsenso uccidi sempre.
Donami Signore di imparare ad amare come vuoi Tu.


Luca 6, 27-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

domenica 21 dicembre 2008

Non uccidere, non giudicare

A me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso, perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio. 

Perchè giudichiamo ? E' il giudizio che innesca l'omicidio, perchè giudichiamo ? perchè Gesù non ha giudicato ?

Sono un giudice implacabile di me stesso e sovente mi condanno alla tristezza, alla sconfitta, alla solitudine da Dio. Ma non devo giudicare nulla prima del tempo, perchè proprio nel tempo che Gesù ancora mi concede Egli ha fiducia, molta di più di quanta nè ho io.
Il mio giudizio mi condanna secondo i miei criteri e mi blocca, mi rende incapace di accettare veramente il perdono di Dio, mi porta a dubitare della Sua stessa Misericordia e questo è diabolico !!

Ma io devo piacere a Dio, secondo i Suoi criteri ... e come faccio ?

Ecco la risposta del mio Signore:

Salmo 82. 
Di Asaf. 
Dio si alza nell'assemblea divina, 
giudica in mezzo agli dei. 
"Fino a quando giudicherete iniquamente 
e sosterrete la parte degli empi? 
Difendete il debole e l'orfano, 
al misero e al povero fate giustizia. 
Salvate il debole e l'indigente, 
liberatelo dalla mano degli empi".


Voglio smettere ora ... difendere il debole, l'orfano, il misero , il povero, liberate .. tuto questo significa semplicemente amare gli altri, è chiaro, questo è il criterio secondo il quale sono giudicato da Dio.
Devo scrollarmi di dosso il giudizio negativo che ho su di me e iniziare ad amare (e perdonare) gli altri veramente, nel modo adottato da gesù. Devo amare ed essere misericordioso, solo così piacerò a Dio.Devo iniziare ad amare me stesso per il semplice motivo che Gesù mi ama. Signore ti chiedo il dono della tua grazia per capire da quale parte cominciare e dedicare parte del mio tempo ad amare il debole, l'orfano, l'indigente.

Dio giudicherà solo alla fine perchè nella Sua Misericordiami lascia tempo e possibilità di cambiare invece di giudicare i miei peccati ogni volta. Gesù è innamorato di me, vede solo i miei lati positivi.

lunedì 15 dicembre 2008

Non voglio uccidere più

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?". E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello". 

Gesù insegnami ad amare.

Rendimi consapevole del fatto che, contro ogni giustizia, tu hai azzerato i miei 10.000 talenti di debito, aiutami a vedere quanto ho ucciso, quanto male ho fatto, aiutami a contare proprio tutto il debito che tu mi hai condonato. Aiutami a capire che io non sono "un pò buono" ma che sono zero e che contro ogni giustizia tu mi ami infinitamente. Solo allora capirò cosa significa amare.

Solo chi si sente veramente perdonato inizia a perdonare, inizia ad amare.

Donami le lacrime per riconoscre il mio egoismo ed il mio peccato perchè, Signore, io non voglio uccidere più.

lunedì 8 dicembre 2008

Discendenza di Caino

Se Abele è morto ... non posso che essere un discendente di Caino.

Il male che faccio e che desidero fare nasce dal mio senso di ingiustizia, qualcuno è stato ingiusto con me per qualche motivo e io reagisco, devo reagire, secondo la mia legge che è la legge del taglione, quella più antica del mondo. Sono un potenziale assassino, per diritto, per giusti motivi, per giusta vendetta.

Come è lontano il senso di giustizia del senso della misericordia e dell'amore.
Ma come Dio ama Caino, Gesù ama me e pone il suo sigillo di misericordia sul mio capo.

e in poche parole Gesù spazza via la legge del taglione e impone quella dell'amore ...

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio". 

La santità non è fare grandi cose, è  semplicemente essere misericordiosi.

Ecco, non sono più un creditore, non devo più vendicare ingiustizie subite presenti o passate, sono un debitore e l'unica cosa di cui ho bisogno è la misericordia di Dio. Senza questa consapevolezza ed il Suo perdono sarei un violento disperato alla continua rincorsa delle mie vendette, alla strenua difesa dei miei diritti in nome della giustizia ... discendente di Caino !

domenica 30 novembre 2008

"Il Signore allora disse a Caino"



GENESI 4, 1-16

Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo".

Ecco cosa dice Dio quando caino sta per uccidere, non gli spiega perchè ha preferito il dono di Abele, nessuna spiegazione per le cose assurde che accadono, nessuna consolazione .... Dio gli dice solo di dominare la sua propensione naturale al peccato.

Aiutami Gesù, donami la tua forza, tutte le volte che il peccato sta per prendere possesso di me, aiutami a diventare un domatore dei miei istinti, aiutami a lasciare ogni odio, ogni sete di vendetta e di giustizia, aiutami a non uccidere come comandi tu.

Grazie Gesù.