lunedì 27 ottobre 2008

Luce sulle impurità

Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. 
Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! 
Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. 
Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce;  il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 

Mi sono coricato ieri sera in preda a pensieri impuri, e questa mattina al mio risveglio sono stato ancora assalito dal desiderio della mia donna. La Parola di Dio di questa mattina mi riprende dinuovo, mette a nudo il mio peccato, mi dona la Luce di cui ho bisogno.

E il Primo Salmo conferma la Parola
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, 
non indugia nella via dei peccatori 
e non siede in compagnia degli stolti; 
ma si compiace della legge del Signore, 
la sua legge medita giorno e notte. 
Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, 
che darà frutto a suo tempo 
e le sue foglie non cadranno mai; 
riusciranno tutte le sue opere. 


domenica 26 ottobre 2008

Il comandamento dell' Amore

Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: "Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?". 
Gli rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 
Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 
E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". 

Il Vangelo di oggi ha colpito, il commento del sacerdote ancora di più. E' facile dire amore, amore: amore significa affetto, tenerezza, eros e sin qui va bene, ma amore significa anche servizio, rispetto, consapevolezza. E alla fine di tutto l'amore richiede il sacrificio, il sacrificio di me stesso per la persona che amo.

"Gesù, aiutami ad imparare ad amare, Gesù insegnami ad amare!

venerdì 24 ottobre 2008

Coroncina della Misericordia




"Eterno Padre, io ti offro il Corpo e il Sangue,
l'Anima e la Divinità del nostro Signore Gesù Cristo
in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero,

per la Sua dolorosa Passione
abbi misericordia di noi e del mondo intero."

O ACQUA E SANGUE CHE SCATURISCI DAL CUORE DI GESU' COME SORGENTE DI MISERICORDIA PER NOI IO CONFIDO IN TE.

(preghiera donata da Gesù a Santa Faustina Kowalska)




Due giorni fa ancora una caduta, ancora il sentiero che torna giù, lontano dalla Luce, scende nel buio del peccato che conosco, che ritrovo dentro di me, mio oscuro signore e padrone delle tenebre.
Il mio cammino sale a fatica metro dopo metro e scende, sprofonda in un attimo riportandomi a dov'ero giorni fa.

E' venerdì, la Misericordia mi accoglie, il sacerdote mi attende, per sciogliere anche questo peccato nell'eterno Amore di Dio.

domenica 19 ottobre 2008

I sacerdoti del Levitico

LEVITICO 21, 5-6
[5] I sacerdoti non si faranno tonsure sul capo, né si raderanno ai lati la barba né si faranno incisioni nella carne.

[6] Saranno santi per il loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, perché offrono al Signore sacrifici consumati dal fuoco, pane del loro Dio; perciò saranno santi.

Giosuè

ZACCARIA 3, 2-8
"Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all'angelo del Signore, e satana era alla sua destra per accusarlo.
L'angelo del Signore disse a satana: "Ti rimprovera il Signore, o satana! Ti rimprovera il Signore che si è eletto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone sottratto al fuoco?".
Giosuè infatti era rivestito di vesti immonde e stava in piedi davanti all'angelo,il quale prese a dire a coloro che gli stavano intorno: "Toglietegli quelle vesti immonde". Poi disse a Giosuè: "Ecco, io ti tolgo di dosso il peccato; fatti rivestire di abiti da festa".
Poi soggiunse: "Mettetegli sul capo un diadema mondo". E gli misero un diadema mondo sul capo, lo rivestirono di candide vesti alla presenza dell'angelo del Signore.
Poi l'angelo del Signore dichiarò a Giosuè: "Dice il Signore degli eserciti: Se camminerai nelle mie vie e osserverai le mie leggi, tu avrai il governo della mia casa, sarai il custode dei miei atri e ti darò accesso fra questi che stanno qui.
Ascolta dunque, Giosuè sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che siedono davanti a te, poiché essi servono da presagio: ecco, io manderò il mio servo Germoglio."